ODISSEA
Lo Stato delle Cose · 2026/2027
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Lo Stato delle Cose

ODISSEA

Promo 20″ · Stagione 2026/2027
“Si parte per conoscere la verità,
si torna per raccontarla.”
Ideazione e regia · Emanuela Imparato
Produzione · Our Films
Produttore · Paolo Urbani
Realizzazione · Daniele Di Veroli
Il promo

Un viaggio di venti secondi

Undici inquadrature, montaggio a stacchi netti, un unico respiro sonoro: dalla tempesta al volto. La nave è sempre la stessa — la riconosci dal rostro, dalla vela, dalla voluta di poppa — e attraversa tremila anni per approdare su una spiaggia italiana di oggi.

Montaggio finale · 20″16:9 · colore · audio

Il concept

L’Odissea come metafora del racconto giornalistico

Ulisse non viaggia per fuggire: viaggia per sapere. Ogni tappa del suo ritorno è una prova di verità — e il racconto che ne farà, una volta a casa, è la ragione stessa del viaggio. È la postura del programma: andare dove le cose accadono, attraversare la tempesta, e tornare per raccontarle.

Il promo traduce questa idea in un’unica immagine impossibile e concretissima: una nave greca che sopravvive alla tempesta e approda, in pieno giorno, su una spiaggia affollata di oggi — ombrelloni, lettini, bagnanti. Il mito irrompe nel presente senza preavviso, come fa la realtà quando smette di essere notizia lontana.

Dalla nave scende un uomo dei nostri giorni. Camicia bianca, maniche arrotolate, a piedi nudi sulla sabbia bagnata: Massimo Giletti torna dal viaggio e cammina verso di noi. L’ultima inquadratura è il suo sguardo in macchina, dove approda il claim.

I.

La traversata

La tempesta come cifra del lavoro d’inchiesta: scura, fisica, senza estetismi. Poi le nuvole si aprono e la rotta punta verso la luce.

II.

L’irruzione

Il mito dentro la cronaca: la nave antica tra i bagnanti. Prima la nota una donna, poi la spiaggia intera si volta verso il mare.

III.

Il ritorno

L’approdo non è un naufragio: è un arrivo. I piedi nudi sulla sabbia, la camminata verso camera, il volto. Chi torna, racconta.


La sequenza

Undici inquadrature, un solo movimento

Ogni scena è stata studiata come un’inquadratura di cinema: luce piena di mezzogiorno per tutta la sequenza di spiaggia, coerenza assoluta della nave, raccordi di sguardo e di scala tra un’inquadratura e l’altra.

Scena 12″

La tempesta

La nave nel mare grosso, pioggia battente, luce fredda da documentario. L’unico momento scuro del promo.

Scena 1bis1″5

Le nuvole si aprono

Stacco-ponte: la tempesta resta alle spalle, la nave fa rotta verso il sereno. Il mare si placa.

Scena 22″

L’avvicinamento

La nave intera, piccola sull’orizzonte, punta la costa. Silenzio prima dell’irruzione.

Scena 32″

La spiaggia dall’alto

Totale a volo d’uccello: l’Italia di oggi al mare, e la nave che entra in campo dal largo.

Scena 3bis1″5

Lei la vede

Dal lettino, una donna alza la testa: il suo sguardo aggancia la nave all’orizzonte. Il primo raccordo di sguardo.

Scena 51″5

La spiaggia si alza

Laterale sulla riva: i bagnanti si alzano dai lettini e si radunano al bagnasciuga mentre la nave è ormai vicina.

Scena 42″

L’approdo

La nave tocca terra in pieno giorno, dritta, intatta: non un relitto ma un arrivo.

Scena 4bis1″5

La prua sulla sabbia

Dettaglio tattile: legno bagnato, schiuma, la chiglia che morde la riva. Il climax dell’approdo.

Scena 61″5

I piedi nudi

Il primo passo a terra: piedi nudi sulla sabbia bagnata, l’onda che si ritira. Chi arriva è uno di noi.

Scena 71″5

La camminata

Giletti a figura intera, spalle al mare, la nave approdata dietro di lui. Cammina verso di noi con passo quotidiano.

Scena 83″

Il volto, il claim

Primissimo piano, sguardo in macchina. Sul finale, il claim: si parte per conoscere la verità, si torna per raccontarla.


Fotografia

Le immagini chiave

La palette segue il racconto: grigio-verde e acciaio nella traversata, poi il pieno mezzogiorno mediterraneo — sabbia, cobalto, ombrelloni — per tutta la sequenza dell’approdo. Nessun tramonto, nessun filtro nostalgico: il mito accade in piena luce.

La tempesta
La tempestaMare grosso, pioggia, luce fredda: la traversata come prova.
Verso il sereno
Verso il serenoLa rotta punta alla luce; il mare torna un unico respiro.
L'avvicinamento
L’avvicinamentoLa nave-eroe: silhouette, vela, rostro. La stessa in ogni scena.
La spiaggia dall'alto
La spiaggia dall’altoIl presente in totale: ombrelloni, lettini, l’estate italiana.
Lei la vede
Lei la vedeIl raccordo di sguardo che innesca la sequenza.
La spiaggia si alza
La spiaggia si alzaIl ponte narrativo: i bagnanti verso la riva, la nave in campo.
L'approdo
L’approdoLa nave a terra, dritta, in piena luce: un arrivo, non un naufragio.
La camminata
La camminataFigura intera, spalle al mare: il ritorno diventa quotidiano.
Il volto
Il voltoIl primissimo piano su cui approda il claim.

La ricerca

Studi, varianti, scelte

Ogni inquadratura definitiva è il punto d’arrivo di un percorso: per le scene chiave sono state sviluppate più ipotesi di regia — punti di macchina, scale dell’inquadratura, trattamenti di luce — confrontate e scartate fino alla soluzione finale. Qui una selezione degli studi più significativi.

Studio I

La reazione della spiaggia

Tre ipotesi per il momento in cui la spiaggia si accorge della nave.

VarianteFolla frontale
Campo frontale sulla folla schierata: potente ma statico, il mare resta fuori dallo sguardo.
VarianteControcampo dal mare
Controcampo dal mare: la folla rivolta all’acqua, gli ombrelloni alle spalle. Coreografico, quasi da parata.
VarianteDettaglio dei volti
Dettaglio dei volti stupiti: massima empatia, ma spezzava la scala tra il totale e l’approdo.
Scelta finaleLaterale sulla riva
Laterale sulla riva con la nave in campo: tiene insieme reazione e causa, e raccorda la donna del lettino all’approdo.
Studio II

Il ritorno di Ulisse

Dalla figura intera statica alla camminata verso camera.

VarianteFigura intera A
Figura intera in posa, la nave alle spalle: troppo ritratto, troppo poco racconto.
VarianteCamminata in controluce
Camminata in controluce, sole basso: suggestiva ma fuori dal piano-luce di mezzogiorno della sequenza.
VarianteCamminata, secondo studio
Secondo studio in piena luce: giusta la direzione, ma nave e figura non ancora perfettamente raccordate.
Scelta finaleCamminata definitiva
La versione definitiva: passo naturale, luce piena, e alle spalle esattamente la stessa nave dell’intera sequenza.
Studio III

La traversata

Il trattamento della tempesta e del mare.

VarianteTempesta, studio pittorico
Primo studio, con bagliore caldo all’orizzonte: troppo epico-pittorico rispetto al registro del programma.
Scelta finaleTempesta definitiva
La scelta: luce fredda e piatta, acqua dalla fisica vera. La tempesta come cronaca, non come quadro.
VarianteUscita dalla tempesta, primo studio
Uscita dalla tempesta, primo studio: la scia di schiuma e il moto ondoso incoerente tradivano l’immagine.
Scelta finaleUscita dalla tempesta, definitiva
La versione corretta: un’unica onda lunga e coerente, nessuna scia — una nave a vela lascia il mare com’era.

Découpage

Il piano di montaggio

Venti secondi esatti, a stacchi netti. Il suono è l’elemento di continuità: la tempesta sfuma nel vento, il vento nel respiro della spiaggia, fino al silenzio relativo che accoglie il claim.

ScenaDurataInquadraturaNota di regia
12″Totale, mare in tempestaCamera dal mare, luce fredda. La nave regge l’onda: nessun compiacimento, solo fatica vera.
1bis1″5Totale, nuvole che si apronoLe nubi si diradano; la nave fa rotta verso la luce, lasciandosi la pioggia alle spalle.
22″Totale largo, avvicinamentoSilhouette intera della nave sull’orizzonte. Quiete: il tempo di riconoscerla.
32″Zenitale sulla spiaggiaL’estate italiana dall’alto; la nave entra in campo dal largo. Il presente ignaro.
3bis1″5Mezza figura da dietro, la donnaSguardo che si alza dal lettino e aggancia la nave: il primo testimone.
51″5Laterale sulla rivaLa spiaggia si alza e converge al bagnasciuga; la nave ormai vicina in campo.
42″Totale, approdoLa chiglia tocca la sabbia in piena luce. Arrivo, non naufragio.
4bis1″5Dettaglio pruaLegno bagnato, schiuma, attrito: il mito diventa materia.
61″5Dettaglio piedi nudiIl primo passo a terra. L’onda si ritira: chi arriva resta.
71″5Figura intera, camminataSpalle al mare, la nave approdata dietro. Passo quotidiano verso camera.
83″Primissimo pianoSguardo in macchina. Ingresso del claim in sovrimpressione, chiusura a nero.